Dioscorea

La Dioscorea villosa o Wild Yam, che appartiene alla famiglia delle Dioscoreaceae, è una pianta erbacea rampicante di cui si utilizza soprattutto la specie messicana, che è la più ricca di composti ormono-simili.

Questa pianta contiene in particolare la diosgenina, sostanza naturale che si trasforma in diidroepiandrosterone (DHEA).

Per quanto riguarda la menopausa, contribuisce a combatterne i sintomi tipici come vampate, stanchezza, secchezza delle mucose vaginali e maggior predisposizione alle infezioni vaginali e urinarie.

Alcuni studi hanno dimostrato che è in grado di ridurre la perdita di densità minerale ossea in menopausa, cosa che, se confermata da altre indagini, renderebbe ottimisti per l’uso di questa pianta anche per la prevenzione dell’osteoporosi.

Proprietà curative

Nella Discorea è presente la diosgenina, che fa parte delle saponine e viene considerata un progesterone naturale molto utile per gestire alcune fasi delicate della vita femminile, come la menopausa, in alternativa alle consuete cure ormonali.

Questa sostanza, oltre ad avere effetti positivi sulla produzione ormonale, favorisce la produzione dell’ormone DHEA fondamentale per l’attivazione del metabolismo e per contrastare il normale processo di invecchiamento.

Indicato per

La Dioscorea vanta anche qualità antiossidanti, antidolorifiche e antinfiammatorie, tanto da poter essere adoperata anche a livello locale se contenuta in pomate o creme da applicare sulla pelle, utili per trattare problematiche cutanee o disturbi reumatici.

Le creme a base di Dioscorea – applicate sull’addome – possono rappresentare anche una risorsa per lenire i crampi legati al ciclo premestruale o alla delicata fase che lo precede.

L’estratto secco di Dioscorea – disponibile in capsule – viene talvolta utilizzato anche per contrastare l’aumento di peso dovuto a squilibri ormonali, così come per combattere la ritenzione idrica.
Effetti benefici si ottengono anche in caso di disturbi legati al colon irritabile, mentre questa pianta sembra favorire anche una riduzione del colesterolo LDL solitamente definito “cattivo”.