Liquirizia

La Liquirizia svolge un’ azione antiflogistica e di protezione della parete gastrica.

La radice, oltre a esercitare un’azione sfiammante, è in grado di stimolare la produzione di muco da parte delle cellule del tessuto gastrico proteggendo in tal modo la mucosa gastrica.

Sarebbe presente inoltre un’importante azione antiossidante (protezione cellulare) e antibatterica neiconfronti di Helicobacter pylori.

Proprietà curative

Liquirizia per l’apparato gastrointestinale 
La Liquirizia aiuta a migliorare i disturbi dell’apparato gastrointestinale, compresi aerofagia, stitichezza, digestione lenta e ulcere gastro-duodenali.

Tali virtù sono state confermate da studi recenti che hanno evidenziato come la Liquirizia riesca a formare un sottile film protettivo della mucosa gastrica, utile proprio nel caso di ulcere gastro-duodenali e come difesa di fronte all’aggressione di alcuni farmaci.

Liquirizia per la pressione bassa 

La glicirrizina – un principio attivo presente nella Liquirizia che interviene sui livelli di aldosterone, un ormone che regola la pressione arteriosa – può porre rimedio alla pressione bassa. Per lo stesso motivo però, la Liquirizia, consumata regolarmente ed in quantità elevate non è indicata per chi soffre di ipertensione.

Indicato per

Liquirizia per la tosse 

La Liquirizia è un toccasana anche per l’apparato respiratorio. Ha il potere di calmare la tosse e favorire l’espulsione del catarro dai bronchi.

Liquirizia per il fegato

Mangiare Liquirizia può anche assicurare un’adeguata protezione al fegato. Da uno studio è infatti emerso che il consumo di estratto secco di Liquirizia per trenta giorni consecutivi produce un sensibile miglioramento di condizioni in individui affetti da insufficienza epatica cronica.
Sarebbero gli antiossidanti di cui è ricca a favorire la riduzione di trigliceridi e transaminasi nei tessuti del fegato e l’aumento del glicogeno epatico.

Liquirizia contro lo stress 

Concedetevi una pausa rilassante e sorseggiate un tè alla Liquirizia, in grado anche di contrastare l’insonnia, grazie alla regolazione degli zuccheri presenti nel sangue e alla stimolazione dei liquidi cerebrospinali.